(di Chiara Giarrusso) (ANSA) – PALERMO, 27 GEN – Può l’arte cistercense diventare strumento di riscatto sociale in un quartiere-ghetto come quello di Danisinni a Palermo? E’ la scommessa di Daniele Nash, 34 anni, italo-canadese e di un gruppo di artisti palermitani, che lavorano al progetto per creare un circo sociale in città. Nash due anni fa è tornato in Sicilia dopo un periodo di formazione in Svizzera, dove ha frequentato una scuola professionale di teatro di Movimento. Poi è cominciata la carriera di artista in giro per il mondo con musical e festival ed esibizioni in Finlandia e in Germania, passando per le Americhe fino in Groenlandia e Bielorussia. Nel 2016 l’artista ha deciso che fosse arrivato il momento di fermarsi per cominciare a costruire un futuro meno nomade e più stanziale. E così è tornato a Palermo e ha comprato un tendone da 250 metri quadrati per dare vita a un circo senza animali con acrobati, giocolieri e artisti. “L’idea – racconta Nash – non era quella di realizzare questo progetto in ‘solitudine’ al contrario. Volevo coinvolgere anche altri artisti e così è stato. Insieme al Comune e al Ciss abbiamo partecipato a un progetto: si trattava di realizzare il circo all’interno dei Cantieri culturali, ma non è stato possibile per via di un farraginoso iter burocratico. La Soprintendenza aveva dato parere negativo alla montaggio di una tensostruttura all’interno del polo che si trova vicino la Zisa perché sottoposto a vincolo paesaggistico di archeologica urbana”. “Stavo quasi per mollare e andare via da questa città” ammette Nash, che poi grazie al sostegno della parrocchia Sant’Agnese ha avuto la possibilità di partecipare al progetto Rambla-Papireto finanziato dal Comune e realizzato dall’Accademia di Belle arti di Palermo insieme a un cartello di associazioni. L’obiettivo? Riqualificare il quartiere periferico di Danisinni, che si trova lungo il percorso arabo normanno, dichiarato tre anni fa patrimonio dell’Unesco. “Abbiamo cominciato – spiega Nash, che è anche presidente dell’associazione Circl’All – a organizzare laboratori per ragazzi e bambini dai 6 ai 17 anni”. Il passo successivo sarà dare vita al circo senza animali con acrobati e giocolieri.

L’area dove montare la tensostruttura è stata individuata, si trova alle spalle della parrocchia di Sant’Agnese che si trova nel quartiere. Per “bonificarla” e montare il tendone servono 5 mila euro e per raccoglierli è stata avviata una campagna di crowdfunding, che si chiude a fine mese. “Dietro la parrocchia c’è una fattoria – racconta Nash – e uno spazio abbastanza ampio dove allestire la struttura. E la comunità dei frati Cappuccini ci sostiene, tant’è che ha dato la disponibilità del teatro che si trova proprio accanto alle Catacombe per organizzare un evento di raccolta fondi”. “Finora abbiamo raccolto circa 3.400 euro- dice – speriamo di riuscirci e cominciare a dare vita al circo sociale già a marzo.

Vogliamo creare uno spazio a tutte le realtà pronte a viverlo pienamente”. Intanto proprio stasera nel teatro di piazza dei Cappuccini si svolge un evento di circo-cabaret. I posti sono tutti esauriti. Ad esibirsi fra gli altri ci saranno anche gli artisti della scuola Dimitri, quella frequentata da Daniele in Svizzera, che ieri si sono esibiti nel borgo più bello d’Italia: Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino.(ANSA).