Trent’anni dall’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo
San Giuseppe Jato ricorda il piccolo Giuseppe Di Matteo, vittima innocente della mafia, a trent’anni dal suo brutale omicidio. L’11 gennaio 1996 il bambino venne strangolato e sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia, in un estremo tentativo di Cosa nostra di fermare la collaborazione con la giustizia del padre, Santino Di Matteo, pentito ed ex mafioso coinvolto nelle indagini sulla strage di Capaci.
Un delitto che resta una delle pagine più tragiche e disumane della storia mafiosa italiana.
La commemorazione nel Giardino della Memoria nel trentennale dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo
In occasione del trentennale dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo, l’amministrazione comunale di San Giuseppe Jato, guidata dal sindaco Giuseppe Siviglia, ha organizzato una commemorazione ufficiale nel Giardino della Memoria, il casolare-bunker di contrada Giambascio confiscato ai boss.
Proprio lì il piccolo Giuseppe rimase rinchiuso per 180 giorni, prima di essere ucciso.
📍 Venerdì 9 gennaio, ore 15
📍 Giardino della Memoria – San Giuseppe Jato
La presenza delle istituzioni e della Commissione Antimafia
Alla cerimonia sarà presente la presidente della Commissione nazionale Antimafia, Chiara Colosimo, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali. Invitati il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il questore Maurizio Vito Calvino, il sindaco metropolitano Roberto Lagalla, i comandanti provinciali di Guardia di Finanza e Carabinieri e i sindaci del consorzio Sviluppo e Legalità.
Prevista anche la partecipazione di Francesca Castellese, madre di Giuseppe e del fratello Nicola.
Il sindaco Siviglia: “Ricordarlo è un dovere delle istituzioni”

«Nel ricordo dell’anniversario della tragica uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo – dichiara il sindaco Giuseppe Siviglia – la comunità di San Giuseppe Jato si raccoglierà in un profondo momento di memoria. Giuseppe non è solo una vittima innocente della violenza mafiosa, ma una ferita aperta nella coscienza civile del nostro Paese».
Il sindaco ha sottolineato anche il valore delle parole pronunciate da Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe, che ha dichiarato di non poter perdonare il padre: «Una presa di distanza netta che esprime un dolore profondo e rappresenta una chiara condanna dell’ambiente mafioso in cui quei bambini furono costretti a vivere».
