Ha travolto un ciclista, morto ore dopo in un letto d’ospedale, e si è allontanato sotto shock per raggiungere casa, farsi una doccia, cambiare i vestiti e bere una Ceres al bar. Il gip Nicola Aiello ha convalidato l’arresto per Giuseppe Li Castri, il 27enne che lo scorso 23 dicembre ha investito in via Sarullo, nella zona di Borgo Nuovo, l’ex maresciallo dei carabinieri Giuseppe Schiera (60 anni).

Durante l’interrogatorio il giovane fruttivendolo, che al momento dell’incidente si trovava a bordo di una Nissan Micra intestata alla madre, ha ammesso le proprie responsabilità. Li Castri ha cercato di ricostruire la dinamica dell’incidente sostenendo che il ciclista fosse sbucato all’improvviso non consentendogli, nonostante viaggiasse a una velocità di circa 30 chilometri orari, di frenare in tempo. La sua versione, però, non coincide con quella fornita da due testimoni oculari.

Li Castri, spaventato per l’accaduto, ha pigiato il piede sull’acceleratore e si è allontanato per raggiungere casa sua in zona Baida. Lì, dopo una doccia e un cambio di abiti, si è diretto verso una bar e ha ordinato una Ceres. Lo stesso banconista, ignaro dell’accaduto, ha poi riferito di un giovane visibilmente agitato. Nel corso dell’interrogatorio, però, il 27enne ha precisato che quel giorno non avesse bevuto nulla prima di mettersi alla guida. Forse solo un bicchiere di spumante per brindare con amici e parenti.

Dopo il suo arresto, maturato poche ore dopo il violento impatto, gli inquirenti hanno chiesto di acquisire i tabulati telefonici per verificare se l’incidente possa essere stato causato da una disattenzione, magari per leggere un messaggio o fare una telefonata. Il giovane, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, dovrà adesso rispondere dei reati di omicidio stradale e omissione di soccorso.