Sting – I Can’t Stop Thinking About You : L’11 novembre esce il nuovo atteso album “57TH & 9TH” Il disco già disponibile per il preorder

Da oggi nelle radio di tutto il mondo il nuovo singolo “I Can’t Stop Thinking About You”

Milano, 1 settembre 2016. È partito il conto alla rovescia: l’11 novembre i fan di tutto il mondo potranno andare ad acquistare nei negozi, ascoltare in streaming e comprare in digitale il nuovo atteso album di STING “57th & 9th , disco che segna il ritorno di STING al rock pop dopo anni.

Ad anticipare l’uscita il primo singolo “I Can’t Stop Thinking About You”, disponibile da oggi per la programmazione radiofonica e in tutti gli store digitali.

Sting – I Can’t Stop Thinking About You
Sting - I Can't Stop Thinking About You

L’album, disponibile da oggi per il preordine, riassume un’ampia gamma di stili musicali e di scrittura di Sting dall’intensa “Road Warrior” allo stile figurativo di “Petrol Head” fino all’inno “50.000” passando per l’aspra Sting – I Can’t Stop Thinking About You, dove è la chitarra a segnare il passo.

L’album è stato registrato da Sting con gli storici collaboratori Dominic Miller (chitarra) e Vinnie Colaiuta (batteria) e contiene collaborazioni con il batterista Josh Freese (Nine Inch Nails, Guns n’ Roses), il chitarrista Lyle Workman e la band Tex Mex di San Antonio The Last Bandoleros.
Cavalcando l’ispirazione del momento, 57th & 9th è nato in modo impulsivo, con sessioni chiuse in poche settimane.

“È avvenuto tutto in modo molto veloce, molto spontaneo – racconta Sting – la mia idea è di cercare sempre di sorprendermi e sorprendere le persone con cui lavoro e, spero, gli ascoltatori”.

L’album, prodotto da Martin Kierszenbaum, prende il nome dall’angolo della strada di Manhattan che Sting percorre tutti i giorni mentre va in Studio a Hell’s Kitchen (dove il disco è stato registrato).

Sting ha osservato che se c’è un tema nei testi di “57th & 9th” ed è l’idea del viaggio e del movimento, concetti che appaiono con maggiore chiarezza nell’autobiografica “Heading South On The Great North Road” e in “Inshallah,”, un racconto in prima persona della crisi globale dei rifugiati, brano scritto da un punto di vista filantropico.

“Parla della ricerca e del viaggio, della strada che porta verso l’ignoto – prosegue Sting – In questo album ci siamo ritrovati a creare qualcosa di forte, rumoroso ma anche di meditato”.