Ieri i lavoratori part-time e Asu del Comune di Palermo hanno aderito in massa allo sciopero indetto da tutte le OO.SS. e hanno manifestato in piazza il loro disagio che ha paralizzato i servizi pubblici. Ancora una volta si è avuta la netta consapevolezza della insensibilità di questo sindaco e dei gruppi politici consiliari, non solo verso i lavoratori, ma soprattutto verso l’utenza cittadina a cui sono destinati i servizi comunali che di fatto si vedono negati i diritti sociali a cui questa amministrazione è tenuta a dare risposte. Questi lavoratori non sono marginali ed ininfluenti nella gestione amministrativa e lo sciopero di oggi lo ha dimostrato mediante l’adesione che ha previsto la consequenziale chiusura degli uffici, dei servizi, dei beni culturali, delle scuole, degli impianti sportivi, della polizia municipale e di tante altre disfunzioni che oggi a seguito dello sciopero si sono crete al comune di Palermo.

Tranne un misero impegno di convocazione da inoltrare al Sindaco, il Consiglio Comunale non è riuscito ad andare, lavandosene le mani e chiudendo di fatto le porte in faccia a questo bacino di lavoratori, rispetto alla vertenza che rivendica l’aumento delle ore e della stabilizzazione dei part-time ed Asu. DOPO ANNI DI LOTTA E RIVENDICAZIONI, LA POLITICA HA DECISO DI NON DARE RISPOSTE. Le OO.SS. continueranno nella vertenza e proporranno ai lavoratori di astenersi da ogni attività extracontrattuale, riservandosi azioni più incisive. Le stesse OO.SS. hanno chiesto nuovamente un incontro con il Sindaco che ha fatto sapere che incontrerà i sindacati dopo le festività natalizie. Al di là dell’indifferenza dimostrata dalle controparti, le organizzazioni sindacali auspicano che in sede di predisposizione del bilancio 2018, vengano appostate le risorse necessarie per incrementare le ore a TUTTI i lavoratori part-time e permettere all’amministrazione una efficace ed efficiente programmazione gestionale dei servizi. “NON POSSIAMO CONTINUARE CON LE FALSE PROPAGANDE SIA DEL SINDACO CHE DELLA POLITICA CITTADINA, BISOGNA CHE DA SUBITO SI STANZINO GIA’ DAL BILANCIO 2018 LE SOMME PER PORTARE QUESTI LAVORATORI AL FULL TIME E STABILIZZARE SUBITO TUTTA LA PLATEA DEI CONTRATTISTI E DEGLI ASU” dice Luigi D’Antona della FP CGIL.