
«L’operazione della Procura di Palermo, della Direzione distrettuale antimafia e delle forze dell’ordine rappresenta un segnale forte e concreto per la città». Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, commentando il blitz che ha portato all’arresto di otto persone ritenute coinvolte in una serie di episodi di racket, estorsioni e intimidazioni tra Palermo e la sua provincia.
Il primo cittadino ha ringraziato la magistratura, la Procura guidata da Maurizio De Lucia, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri per il lavoro investigativo svolto. Secondo Lagalla, gli arresti arrivano dopo mesi segnati da incendi dolosi, minacce e atti intimidatori ai danni di imprenditori e commercianti, dimostrando che «lo Stato è presente, vigila e interviene con determinazione».
Per il sindaco, l’operazione restituisce fiducia ai cittadini e alle imprese che ogni giorno operano nel rispetto della legalità. «Nessuno spazio può essere lasciato alla violenza, all’intimidazione e alla cultura mafiosa. Le istituzioni continueranno a fare la propria parte al fianco dei cittadini e delle realtà sane del territorio», ha concluso.
La Cisal Sicilia aveva chiesto maggiore attenzione per Palermo
«Palermo non può essere lasciata sola né diventare una zona franca della criminalità. Il nuovo incendio ai danni della Sicily by Car dimostra che servono fatti, non promesse: più controlli, più forze dell’ordine e maggiore sicurezza». Lo affermano Giuseppe Badagliacca (Cisal Sicilia) e Gianluca Colombino (Cisal Palermo), commentando l’atto intimidatorio contro la sede dell’azienda in via San Lorenzo. «Gli arresti eseguiti oggi sono un primo segnale importante, ma imprese e lavoratori hanno bisogno di una presenza concreta dello Stato a tutela di chi opera onestamente sul territorio».
