L’operazione verità sui conti della Regione parte da due dati: 5,9 miliardi di euro di disavanzo e 8 miliardi di indebitamento. A snocciolarli è il governatore Nello Musumeci, che va subito al sodo: “Con un bilancio così non ci possiamo fare troppe illussioni, per i prossimo tre anni la condizione finanziaria peserà assai”.

Musumeci ha reso noti i risultati del lavoro svolto dalla commissione tecnica sulla trasparenza dei conti nominata lo scorso 4 dicembre, che ha passato al setaccio i conti di Palazzo d’Orleans fino al 30 novembre scorso. Il quadro che emerge non è roseo. E potrebbe pure peggiorare, visto che non è stata ancora fatta una ricognizione completa delle società partecipate e del patrimonio regionale.

Il dettaglio, illustrato dall’assessore all’Economia Gaetano Armao, ci consegna una Regione carica di debiti fuori bilancio (120 milioni di euro quelli accertati) e che dovrà contare su introiti ridotti di 255 milioni di euro. Tra minori entrate e maggiori esborsi, da oggi al 2019 avrà 894 milioni in meno. L’indebitamento accumulato negli anni, precisamente, ammonta a 8 miliardi e 35 milioni (dato certificato dalla Corte dei conti) e pesa ogni anno per 360,8 milioni. Tanti sono gli interessi sui mutui a “copertura” che paga la Regione. Armao li vorrebbe “spalmare” nel tempo ridiscutendo i mutui contratti con le varie banche.

Alla Regione i conti non tornano, Musumeci: “Nessuna illusione per i prossimi 3 anni” | VIDEO

E’ questa una delle mosse per alleggerire la pressione sui conti della Regione. Che dovrà intervenire sulla spesa pubblica, eliminare gli sprechi e rendere più trasparenti le operazioni finanziarie. A tracciare la “road map” per il presidente della Regione, il quale precisa: “Il risanamento dell’ente va coiniugato agli investimenti per la crescita e lo sviluppo”. Musumeci ha individuato in 7 miliardi di euro le risorse disponibili tra fondi di coesione, Ue e Patto per il Sud disponibili per gli investimenti a partire dal 2018. “L’obiettivo – aggiunge – è incrementare i consumi delle famiglie, creare nuova occupazione e gettito fiscale per la Regione”. Ossigeno per i conti dell’amministrazione regionale, che tra le altre cose incassa 1,4 miliardi di Irpef ma ne deve restituire allo Stato oneri per il risanamento della finanza pubblica pari a 1,3 miliardi.

Proprio il rapporto tra Stato e Regione è stato uno dei temi centrali dell’operazione verità lanciata da Musumeci e Armao. Sul banco degli imputati il governo Crocetta, reo di aver fatto “accordi al ribasso con il governo centrale, che hanno fatto perdere parecchi soldi alla Regione”. Così Armao, secondo cui “le pretese che trovano fondamento nello Statuto siciliano non sono negoziabili. La via è impervia, ma adesso si volta pagina”. Per Musumeci, il rapporto deve essere improntato “alla collaborazione”, ma “niente sciocco rivendicazionismo, solo la consapevolezza di essere titolari di prerogative, a fronte di un atteggiamento remissivo del precedente governo: essenziale sarà il pieno rispetto degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto”. Decisivo sarà il ruolo svolto dalla commissione paritetica Stato-Regione, che da tempo è scaduta e presto verrà rinnovata, Faremo le nostra parte, le nomine sono pronte e saranno fatte entro gennaio”.

Al di là del colore politico del governo nazionale, sottolinea Musumeci, “abbiamo trovato un interlocutore attento e disponibile”, anche nel rivedere gli accordi finanziari sottoscritti nel 2014, e sui vincoli, ottenendo una proroga al 31 marzo 2018 riguardo alle sanzioni legate alla mancata presentazione del consuntivo 2016. L’assessore Armao dal canto suo cita Piersanti Mattarella e parla di una Regione “con i conti in regola e con le carte in regola” per poter siglare un “nuovo patto tra la Sicilia e lo Stato”. E conclude: “Nessuno pensi che il nostro lavoro non sia stato fatto se non in piena sintonia con la Corte dei Conti. La relazione dei pool di tecnici sarà consegnata ai magistrati contabili e contribuirà alla predisposizione del Defr e all’analisi del rendiconto, che sarà elaborata dal ragioniere generale”.