(ANSA) – PALERMO, 26 GEN – Nell’anno del cinquantenario delterremoto del Belìce, palazzo Sant’Elia a Palermo ospita lamostra la mostra “Pausa sismica. 1968/2018 Cinquant’anni dalterremoto del Belìce. Vicende e visioni” da domenica prossima al 14 marzo, nell’ambito di Palermo capitale italiana dellacultura 2018. L’inaugurazione è prevista domani alle 17.30. Lamostra ripercorre la storia di Gibellina, dal terremoto che larase al suolo, alla costruzione della città nuova, rifondata sulsogno del suo sindaco Ludovico Corrao, fermamente convinto chesoltanto attraverso l’arte si potesse pensare alla rinascita.

Gibellina, dunque, come un museo a cielo aperto: che parte dallefoto del sisma e arriva alle opere di oggi, avviando un percorsoa più voci sul dialogo, le migrazioni, il confronto, attraversol’inedita installazione di Mustafa Sabbagh, “http 502: badgateway, 2017”; Susan Kleinberg, Claudio Beorchia, Adrian Paci eDaesung Lee. In mostra per la prima volta anche “Pausa sismica”,installazione realizzata dal duo svedese Bigert&Bergstrom nel1992 per la mostra “Paesaggio con rovine” a cura di AchilleBonito Oliva; il cartello fu collocato all’ingresso della cittàdove è rimasto fino ai primi anni Duemila. La mostra – curatadalla Fondazione Orestiadi e coprodotta dalla FondazioneSant’Elia, in collaborazione con il Comune di Gibellina – vaavanti per temi e sezioni che, nel loro intrecciarsi,restituiscono la complessità dell’accaduto. Si parte dalla nottedel terremoto, tra il 14 e il 15 gennaio 1968: gli scatti deifotografi – Enzo Brai, Nino Giaramidaro, Melo Minnella, NicolaScafidi – che si precipitarono nella Valle, arrivando con mezzidi fortuna pur di raccontare i fatti; i primi documenti videoprovenienti dalle Teche RAI, il primo telegiornale che annunciòil terremoto al mondo. Dagli archivi del Giornale di Sicilia, unvideo viaggia attraverso le pagine storiche del quotidiano, iracconti degli inviati tra le macerie, raccoglie le voci di chisi ritrovò senza nulla. Poi il periodo nelle baracche: tredicilunghissimi anni di permanenza prima del trasferimento nellacittà nuova. Tra i documenti, anche quattro foto di LetiziaBattaglia che raggiunse la baraccopoli nei primissimi anniSettanta.(ANSA).