Un’imprenditrice palermitana contro la “mafia dei pascoli” nei Nebrodi, minacciata e intimidita per aver avviato la propria attività cercando di muoversi nella legalità. E’ la storia di Magda Scalisi che quest’anno ha vinto un bando pubblico per la gestione del Rifugio del Parco dei Nebrodi in contrada San Fratello, a confine tra Messina e Palermo. Quando si è “insediata” ha trovato quella che ha definito “analfabetizzazione fiscale”, trovandosi costretta a chiedere le fatture ai fornitori e respingendo imposizioni di prezzi o menu. “Mi è stato detto – ha dichiarato durante un’intervista al programma Tv7 della Rai – che non dovevo continuare con le denunce, che non c’era niente, che la mafia non esiste e che avrei dovuto stare attenta alla macchina e di notte perché potevano accadere degli incidenti”.

Magda e la sua crociata contro la "mafia dei pascoli", solidarietà dal movimento BCSiciliaLe cose, negli ultimi mesi, sono andate esattamente come le erano state “preannunciate”. “Hanno ucciso alcuni dei miei cani, poi – continua Scalisi – hanno liberato dei maiali negli spazi della mia struttura per intimidirmi. Poi è intervenuta la polizia per sequestrare gli animali che sono risultati privi di microchip. Dopo quell’episodio parte del mio personale si è licenziato”. Ma l’imprenditrice con due lauree che ha scelto di “ritornare alla terra”, candidata alle scorse elezioni amministrative con I Coraggiosi di Fabrizio Ferrandelli, ha deciso di andare avanti, agguerrita come il primo giorno e sogna di prendere dei cavalli, dei capretti e altri animali. “Ma prima serve un po’ di tranquillità in questo posto”.

A esprimerle solidarietà è intervenuto BCSicilia, il movimento per la salvaguardia dei beni culturali e ambientali: “Con fermezza e coraggio ha deciso di condurre il rifugio affrontando una realtà pericolosa dove forte è la presenza della cosiddetta ‘mafia dei pascoli’. Chiediamo alle forze di polizia la massima attenzione nei confronti di una giovane donna che ha deciso di andare avanti con forza e determinazione. Magda ha ribadito più volte che il rifugio del Parco dei Nebrodi è casa sua, e auspichiamo che sia le istituzioni che la stessa società civile facciano di tutto affinché non venga lasciata sola nella sua battaglia. Nessun territorio – si conclude nella nota – infatti potrà mai considerarsi liberato dalla mafia e dalla criminalità fino a quando ci sarà qualcuno che non potrà esercitare serenamente il proprio lavoro e costruire liberamente il proprio futuro”.