Scrivo dopo avere capito come funziona l’attuale situazione dei cimiteri di Palermo, una situazione che trovo incivilmente disastrosa, triste e che può riguardare ognuno di noi in qualsiasi momento della vita. Dopo il decesso di mia mamma avvenuto sabato 16 dicembre scorso, avremmo dovuto inumarla al cimitero dei Rotoli di Palermo il giorno dopo, dico avremmo perché finalmente, a causa della pioggia e, quindi del terreno bagnato, é stata inumata ieri mattina.

Questa decisione difficile é stata presa seguito la spiegazione del rappresentante delle onoranze funebri, il quale ci ha spiegato che, a Palermo, la situazione dei cimiteri é critica e complessa e scarseggia di posti liberi capaci di accogliere tutti i decessi quotidiani. Le soluzioni erano due, tenerla in casa per 20/30 giorni circa finché si liberasse un posto per tumulazioni al cimitero di sant’Orsola, o l’inumazione (sotto terra) al cimitero dei Rotoli. Abbiamo quindi optato per l’inumazione prevista subito dopo il funerale.

A questo punto vi dico che, Il dolore per la perdita di mia madre é stato amplificato nel momento in cui ci siamo ritrovati io e i miei fratelli, in una discarica ai piedi di Monte Pellegrino. Lì centinaia, o forse migliaia di salme, sono portate quotidianamente in situazioni di degrado, sporcizia e disagi di accesso. Non ho mai visto un cimitero di questo genere, neanche in un paese come l’Africa dove si ha molto piu’ rispetto nei confronti dei propri defunti.

Ho avuto vergogna nel riporre la salma di mia madre e vergogna per tutti i defunti che allo stesso momento venivano riposti in una fossa di terra sporca, in mezzo la spazzatura, con dei paletti con numeri riciclati di altre tombe per identificare il proprio caro. Aggiungo che, per effettuare l’inumazione ci é stato permesso di entrare al cimitero con i mezzi ma, la prossima volta che vogliamo andare a raccoglierci sulla tomba della nostra mamma, dovremmo scalare una parte del Monte Pellegrino oggi adibito a discarica dei defunti di Palermo.

Io mi chiedo, come siamo arrivati a questo punto? Non credo di essere la sola a perdere un caro ma, come per me e i miei fratelli, tutti ci confrontiamo presto o tardi con questi tristi eventi. Mai nessun altro Palermitano ha risentito dolore nel riporre la salma di un suo caro in tali circostanze? Nessuno altro figlio, genitore o chi altro ha risentito la vergogna di deporre la salma di un caro in quel posto di degrado detto cimitero all’Americana? Sappiamo veramente cosa sia un cimitero all’Americana? Dove sta l’amministrazione publica in tutto questo scempio? Capisco bene che sicuramente il sindaco leoluca orlando, gente per la quale non uso il maiuscolo pêrché sarebbe ancora piu’ disonorevole nei confronti di mia madre e di tutte le migliaia di persone sepolte nelle stesse condizioni, non hanno gli stessi problemi di un comune cittadino che per anni ha pagato le tasse, spazzatura o altro con una pensione misera, che non possiede nessuna tomba di famiglia e che non ha agganci né politici né mafiosi.

Un’altra cosa che mi sconvolge enormemente é che nel momento in cui chiedo spiegazioni, cerco di trovare una soluzione per togliere mia madre da quel fosso che nemmeno auguro al peggior nemico, mi si dice: “Siamo a Palermo ed é cosi”. Allora a questo vi dico: PALERMO NON CAMBIERA’ MAI perché tutti dite questa frase di misera consolazione. Si trova piu’ facilmente il tempo per sfoggiare, criticare e conpiangersi a Palermo anzicché denunciare e gridare no. Sono sicura che se tutti facessero una vera rivolta, manifestazione ed obiezione come si fa in altri paesi come la Francia, si potrebbe ottenere un risultato. Chi non tenta niente non ha niente in cambio nella vita, sappiatelo.

Aggiungo per finire che tanta gente come noi si sta ritrovando con lo stesso problema e spesso é portato a pagare ingiustamente un posto per deporre la salma del proprio caro. Se come me siete disgustati da questa triste situazione, aiutatemi a dare voce a questo grande problema dei cimiteri di Palermo. Se vogliamo discuterne, posso darvi anche altre informazioni aberranti delle quali sono venuta a conoscenza.

Elvira Salamone