Ho 29 anni. Sono stata all’ospedale Cervello per un infezione alle vie urinarie. Vengo trattenuta per accertamenti, e per tutto il periodo di degenza durato 4 giorni, vengo lasciata nei corridoi del pronto soccorso in barella con febbre a 40 e dolori forti al rene. Quando chiamavo un infermiere o un dottore aspettavo almeno due ore prima di ricevere un antidolorifico perché in tutto il pronto soccorso c’era un solo dottore e solo cinque infermieri che dovevano occuparsi dei codici rossi. E noi intanto ricoverati, non per nostra scelta, passiamo in secondo piano e rimaniamo ad aspettare lì, con il nostro dolore. Mi viene chiesto di effettuare l’esame di urina, ma da mattina a sera, il barattolo che consegno con dentro le mie urine viene da loro smarrito. Il motivo di tutto questo disgusto è che nei reparti non c’è spazio. Vergogna!