Bloccato lo sgombero de La Scuderia: Niente sgombero per La Scuderia. Il Tar ha accolto l’istanza cautelare d’urgenza presentata dagli avvocati di Filippo Gugino, titolare del ristorante interno all’ippodromo al quale era stata notificata a fine 2017 una interdittiva antimafia per i suoi collegamenti con il padre Pietro Francesco Gugino, condannato per il reato associazione di tipo mafiosa, e il rischio di eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata. A ciò si aggiungono alcuni presunti illeciti amministrativi che avevano portato il Comune a firmare l’ordinanza con la quale venivano concesse 24 ore all’imprenditore per liberare i locali.

Nell’ordinanza del 4 gennaio scorso, firmata dal capo di gabinetto Sergio Pollicita, l’Amministrazione aveva richiamato alcune violazioni del contratto stipulato con la Ires per la concessione (scaduta il 13 luglio scorso), stabilendo che Gugino avrebbe occupato i locali adibiti a ristorazione senza alcun titolo. Per queste ragioni il Comune aveva concesso 24 ore per liberare il ristorante prima di eseguire un intervento coatto. Gugino junior, assistito dai legali Salvatore e Luigi Raimondi, si è opposto sostenendo di avere presentato la Scia per somministrazione e apertura ad agosto 2016, sottoscrivendo un contratto della durata di 6 anni.

Bloccato lo sgombero de La Scuderia

I legali difensori, specificando che la Prefettura “non ha trovato nulla di pregiudizievole a carico di Filippo Gugino”, hanno notificato il ricorso contro l’ordinanza di sgombero facendo presente che l’Amministrazione avrebbe avuto 60 giorni per verificare l’assenza dei requisiti dopo la presentazione della “Scia somministrazione per apertura, per subingresso”. “Una volta trascorso il termine il Comune – si legge nel ricorso – avrebbe potuto pure intervenire adottando un provvedimento di annullamento d’ufficio. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto”. A questo si aggiunge il termine concesso per liberare i locali, troppo risicato per permettere di sgomberare un intero ristorante in 24 ore, e “l’eccesso di potere per travisamento dei fatti” per una ricusazione del Settore Valorizzazione delle risorse patrimoniali del Comune sulla richiesta avanzata dall’Ires l’1 agosto 2016 (giorno in cui Gugino ha presentato la Scia) di cui il ricorrente non sarebbe mai stato informato.

Con il suo decreto il Tribunale amministrativo regionale, presieduto da Calogero Ferlisi, ha accolto il ricorso ante causam contro l’ordinanza del 4 gennaio senza però stabilire ulteriori termini o entrare nel merito della vicenda. La storia di Gugino, che si è sempre difeso sostenendo di non avere nulla a che vedere con gli affari del padre, è collegata all’interdittiva antimafia seguita dalla revoca della concessione per la Ires, la cui estromissione dalla gestione dell’ippodromo ha portato alla sospensione di tutte le attività ippiche alla Favorita.