Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026: giovedì 15 gennaio la cerimonia inaugurale

Cerimonia inaugurale Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 in Sala Agorà con musica e interventi istituzionali

Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 prende ufficialmente il via giovedì 15 e venerdì 16 gennaio con Portami il futuro, il programma inaugurale promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Un appuntamento di rilievo nazionale che segna l’avvio di un anno interamente dedicato all’arte contemporanea, alla memoria e alla visione futura della città simbolo della ricostruzione culturale italiana.

L’iniziativa è sostenuta da Regione Siciliana, Comune di Gibellina, Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e Fondazione Orestiadi, con la Direzione Artistica di Andrea Cusumano, che firma anche il progetto delle due giornate inaugurali.


🔹 Giovedì 15 gennaio 2026: cerimonia inaugurale ufficiale

La cerimonia inaugurale di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 si svolgerà giovedì 15 gennaio alle ore 11.30 presso la Sala Agorà del Comune di Gibellina, con diretta streaming nella piazza antistante. Alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’evento intreccia parola istituzionale, musica sinfonica e poesia.

L’apertura musicale è affidata all’Orchestra Filarmonica del Sud (FIDES) diretta dal Maestro Antonio Giovanni Bono, con l’esecuzione dell’Inno Nazionale e dell’ouverture da La Forza del Destino di Giuseppe Verdi. In occasione del titolo di Capitale, l’orchestra diventerà stabile della città con sede presso l’auditorium del MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao.


🔹 Arte, memoria e identità nei luoghi simbolo di Gibellina

Cuore simbolico della cerimonia sono due contributi video originali girati nei luoghi emblematici della città:

  • Il Grande Cretto di Alberto Burri, con la lettura del testo inedito Poesia Gibellina della scrittrice Marilena Renda, Premio Strega Giovani Poesia 2025
  • La Montagna di Sale di Mimmo Paladino, scenario della performance musicale del sassofonista jazz Francesco Cafiso

Un omaggio alla memoria collettiva, nel giorno dell’anniversario del terremoto del 15 gennaio 1968, che ha segnato profondamente la storia di Gibellina.


🔹 Mostre inaugurali del 15 gennaio

Nel pomeriggio si aprono le prime mostre ufficiali di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026:

  • Ore 15.30 – Fondazione Orestiadi
    Colloqui: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo
    Un dialogo inedito tra cinque figure centrali della cultura italiana legate alla storia di Gibellina.
  • Ore 17.00 – Teatro di Pietro Consagra
    Dal Mare: dialoghi con la città frontale
    Con le video-installazioni Resto dei MASBEDO e The Bell di Adrian Paci, dedicate al Mediterraneo come spazio umano e politico. Mostra prodotta con la sponsorizzazione tecnica di Decibel.

🔹 Musica e Mediterraneo: concerto serale

La giornata si conclude alle ore 19.30 con il concerto de La Banda del Sud, progetto speciale del Ministero della Cultura diretto da Gigi Di Luca e Mario Crispi. Dieci artisti del Sud Italia e musicisti internazionali danno vita a un’orchestra popolare che celebra l’incontro tra culture mediterranee.
Evento realizzato con il sostegno di RWE.


🔹 Venerdì 16 gennaio: Generazione Sicilia e grande concerto finale

Venerdì 16 gennaio spazio al progetto Generazione Sicilia:

  • Ore 17.00 – Ex Chiesa di Gesù e Maria
    Austerlitz di Daniele Franzella, nell’edificio progettato da Nanda Vigo
  • Ore 18.30 – MAC Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao
    Mostra collettiva della Collezione Elenk’Art

Alle ore 21.00, in piazza XV Gennaio 1968, il grande concerto gratuito di Max Gazzè & Calabria Orchestra con Musicae Loci, prodotto da OTR live. A seguire, alle 22.30, lo spettacolo pirotecnico Città di Tebe, che chiude simbolicamente il programma inaugurale.


🔹 Conclusione SEO

Con Portami il futuro, infatti, Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 si presenta come un laboratorio culturale vivo che, da un lato, unisce memoria e sperimentazione e, dall’altro, coniuga radicamento territoriale e apertura internazionale, anticipando così, fin dall’inizio, la traiettoria dell’intero anno di programmazione.

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