Un censimento per eliminare le discariche abusive, rimozione dei rifiuti e maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ questa la road map proposta dal consigliere e presidente della terza commissione Paolo Caracuasi, segretario provinciale di Italia dei Valori, per la bonifica e la conseguente riqualificazione del fiume Oreto. Ad illustrare il piano è stato lui stesso nel corso di un incontro che si è tenuto lo scorso 5 gennaio all’Ecomuseo del Mare.

Il fiume Oreto oggi è una vera e propria discarica in cui, in alcuni tratti, non è neanche possibile distinguere l’acqua dalla melma. Un vero peccato se si pensa che il corso d’acqua attraversa la città e i paesi di Altofonte e Monreale. Circa due settimane alla foce del fiume sono state trovate lastre di amianto sbriciolate e altri rifiuti tossici: sono scattati i sigilli della polizia municipale.

Il consigliere da qualche anno manifesta attivo interesse per interventi di riqualificazione dell’intera costa facendo leva sulla bellezza di questi territori. Traendo spunto dalvideo del documentarista e speleologoIgor D’india, diventato virale, ha indotto un incontro in cui erano presenti le associazioni ambientaliste Wwf, Lipu, Legambiente, laboratorio Ambiente Idv, A.M.A Ecology Italia, Muoviti Palermo, l’assessore regionale all’Ambiente Totò Cordaro e l’assessore all’ambiente Sergio Marino che hanno dato il loro appoggio per cambiare le sorti del fiume Oreto che per un tratto è un Sic- sito d’interesse comunitario, poichè sede di una flora unica.

 

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“Si stanno avviando degli interventi – afferma Caracausi – in cooperazione con la Rap e le associazioni ambientaliste per la pulizia e la rimozione di rifiuti liquami nella zona del fiume Oreto in collaborazione con i comuni di Monreale e Altofonte. Si vogliono coinvolgere anche le scuole per sensibilizzare i giovanissimi alla cura e alla salvaguardia del territorio”. Il consigliere chiama poi in causa i cittadini: “Hanno un ruolo centrale, sappiamo bene come molti utilizzino il corso d’acqua per eliminare gli scarichi fognari ed è bene per la salvaguardia del fiume che le fognature delle abitazioni si allaccino alle discariche comunali. Purtroppo o con le buone o con le cattive questo intervento dovrà essere fatto, ne gioveranno in primis i cittadini”.

Acqua rossa fiume Oreto (1)-2Ad accendere i riflettori sull’annosa questione è stato ancora una volta Igor D’India che a dicembre ha realizzato un nuovo video sullo stato del fiume e scritto per la prima volta il suo piano per trasformare l’Oreto da fogna a patrimonio Unesco. “Come prima cosa – afferma lo speleologo – bisogna conquistare l’opinione pubblica, portare sul posto gli alunni delle scuole per fargli conoscere il corso d’acqua, solo successivamente bisogna dare inizio alla bonifica che deve essere fatta da esperti”. Queste prime due fasi, secondo il documentarista, sono necessarie per inaugurare il parco dove i cittadini potranno fare svariati sport. Servono circa sei anni per raggiungere questo primo obiettivo. L’ultimo step è la monetizzazione dello stesso per raggiungere la quale è fondamentale il controllo constante da parte delle istituzioni. In dieci anni il fiume potrebbe diventare un gioiello.

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