CUSTONACI (TRAPANI) – A Custonaci, è stato ricordato Giuseppe Di Matteo, la manifestazione “Un Angelo al Galoppo”, un evento carico di significato e memoria dedicato al piccolo Giuseppe Di Matteo, vittima innocente della mafia. Il bambino venne rapito il 23 novembre 1993 in un maneggio di Villabate, luogo che frequentava per la sua grande passione per l’equitazione.
Giuseppe Di Matteo fu tenuto in ostaggio per 779 giorni, un sequestro tra i più lunghi e crudeli nella storia della criminalità mafiosa italiana. L’11 gennaio 1996, a soli 12 anni, venne assassinato mediante strangolamento e successivamente sciolto nell’acido. La sua unica “colpa” era quella di essere il figlio di un collaboratore di giustizia.
Il sequestro e il legame con il territorio di Custonaci
Durante il lungo periodo di prigionia, il bambino fu detenuto per circa due mesi nella frazione di Purgatorio, al confine tra i comuni di Custonaci e San Vito lo Capo, un dettaglio che lega profondamente questa tragedia al territorio trapanese e rafforza il valore simbolico dell’iniziativa commemorativa.
La manifestazione “Un Angelo al Galoppo” ha voluto ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di criminalità organizzata e mantenere viva la memoria di una delle pagine più drammatiche della lotta alla mafia.
Autorità presenti alla cerimonia
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose, tra cui il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, il Presidente della Commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo e il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
Nel corso dell’evento, Chiara Colosimo ha sottolineato come il territorio trapanese resti ancora segnato da pericolose connivenze:
«Nel 2025 in questo territorio ci sono state decine di operazioni delle Forze di Polizia e della Magistratura che hanno coinvolto favoreggiatori di Matteo Messina Denaro. Questo dimostra che qui, più che altrove, esiste ancora una complicità inaccettabile con la criminalità organizzata».
Il messaggio dello Stato contro la mafia
Parole forti anche da parte del Sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha ribadito la necessità di smascherare la vera natura della mafia:
«Siamo qui per raccontare quanto la mafia sia bestiale e disumana. Non esiste alcuna società d’onore quando si arriva a condannare a morte un bambino e un servitore dello Stato».
Il corteo e l’omaggio a Giuseppe Montalto
Al termine della prima parte della cerimonia, si è svolto un lungo corteo cittadino che ha attraversato Custonaci fino a raggiungere un parco giochi per bambini, dove è stata scoperta una targa commemorativa dedicata a Giuseppe Montalto, agente di Polizia Penitenziaria.
Montalto fu ucciso il 23 dicembre 1995 per aver intercettato e bloccato uno scambio di pizzini tra alcuni dei più pericolosi boss mafiosi detenuti all’epoca, pagando con la vita il suo impegno al servizio dello Stato.
La giornata si è così conclusa con un forte messaggio di memoria, legalità e impegno civile, affinché tragedie come quella di Giuseppe Di Matteo non vengano mai dimenticate.
(italpress)
