Nuova potenziale “bomba ecologica” a Palermo: trovate lastre di amianto sbriciolate e altri rifiuti tossici alla foce del fiume Oreto. Gli agenti del Nucleo controllo attività produttive su area pubblica della polizia municipale hanno sequestrato un’area da 5 mila metri quadrati che si trova nei pressi dell’ex deposito delle locomotive di Sant’Erasmo, in zona Romagnolo, utilizzata dalla ditta “La Cala srl” come deposito per i grossi tubi da utilizzare per la realizzazione del nuovo collettore fognario a Palermo.

Le indagini della polizia municipale sono state avviate a maggio 2017, dopo un incendio di probabile origine dolosa che ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme sprigionate dalle guaine bituminose che avvolgono i tubi posizionati non lontani dal mare. Proprio sotto quei tubi sono stati trovati rifiuti tossici, nonostante sembrerebbe che la ditta non abbia mai segnalato la circostanza all’amministrazione comunale, cui è stata ceduta l’area di proprietà della Fincantieri e del Demanio Marittimo.

A seguito degli accertamenti, quindi, il pm ha convalidato il sequestro dell’area dove sarà necessario effettuare ulteriori indagini per stabilire la portata del problema. Anche alla luce di piogge e maree che potrebbero aver eroso la costa portando a mare o nelle falde acquifere parte di questi materiali nocivi. La preoccupazione, dopo il caso del Parco Cassarà, è che sotto lo strato superficiale del terreno cui si può accedere semplicemente alzando una barra metallica posta all’ingresso si possa celare un’altra discarica di rifiuti speciali. Il vicesindaco con delega all’Ambiente Sergio Marino non ha voluto rilasciare dichiarazioni in attesa che la magistratura disponga ulteriori provvedimenti.