Tornano ad aumentare i casi di sindrome da immunodeficienza acquisita e sifilide nell’Isola. Se ne è parlato oggi all’Astoria Palace al congresso nazionale sulle malattie sessualmente trasmissibili.

A dirigere l’incontro Tullio Prestileo, dirigente medico di Malattie infettive dell’ospedale Civico e Giuseppe Scaglione, dirigente medico di Ostetricia e Ginecologia. Proprio al Civico, centro di riferimento regionale per la Sicilia per le malattie sessualmente trasmissibili, sono stati 65 i nuovi casi di Aids riscontrati. Un dato in incremento rispetto agli scorsi anni: nel 2016 erano stati 53, 42 nel 2015, 34 nel 2014, 20 nel 2013. E in ogni caso un dato come quello dell’anno appena concluso non ha precedenti almeno dal 2009.

Un trend in linea con quello siciliano. I numeri, in questo caso, si riferiscono al 2016, ultimo aggiornamento del registro regionale. In quell’anno le nuove diagnosi di infezione da Hiv in Sicilia furono 274. Quasi il doppio di quelle di appena sei anni prima: nel 2010, infatti, i nuovi casi riscontrati erano stati 143 con una crescita praticamente costante anno dopo anno.

L’identikit di chi contrae l’Aids abbraccia tre grandi categorie: nel 40% dei casi si tratta di omosessuali maschi fra i 20 ed i 35 anni; un’altra fascia altrettanto ampia riguarda donne eterosessuali migranti, in questo caso l’età si abbassa ai 18-25 anni. Il restante 20% dei contagi riguarda eterosessuali, uomini e donne in egual misura, che hanno un’età fra i 40 ed i 60 anni.

Dati preoccupanti anche sulla sifilide. In questo caso le nuove diagnosi, nel 2017, sono state 44, contro le 31 del 2016, le 19 del 2015 e le 14 del 2014. In questo caso ad essere più colpiti sono i giovani uomini, l’età media è di 37 anni, e il rapporto maschi/femmine è di 8 a 1. “Non si muore più di Aids – spiega Tullio Prestileo, dirigente medico di Malattie infettive dell’ospedale Civico di Palermo e fra degli organizzatori del congresso – perché le terapie sono efficacissime ma è evidente un abbassamento della guardia e una mancanza di consapevolezza dei fattori di rischio”.

Nel corso del congresso è stato presentato anche il nuovo vaccino contro il papilloma virus. “L’Hpv – ha Giuseppe Scaglione – interessa sia uomini che donne tanto che il nuovo vaccino viene somministrato sia su entrambi. La situazione nel palermitano è buona perché le pazienti cominciano a rivolgersi con fiducia ai ginecologi ma le carenze strutturali del sistema nazionale sanitario sono terribili. Basti pensare che nel reparto in cui lavoro il nostro direttore, per mancanza di personale, è stato costretto a chiudere metà degli ambulatori, creando gravi disagi”.