PARTINICO – Il primo di luglio, presso il centro di accoglienza di via Siracusa a Partinico, gestito dalla S.C.S. “Liberitutti” si svolgerà il terzo incontro con i lavoratori stranieri per parlare di diritti sul lavoro e per promuovere il decreto sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri. “Quella di mercoledì è una tappa fondamentale per la nostra campagna poiché, oltre a rinnovare la nostra collaborazione con la Cooperativa “Liberitutti”, che è uno degli attori principali sul nostro territorio sul tema dell’immigrazione, servirà a costituire, presso il centro, uno sportello permanente per aiutare i lavoratori e i datori di lavoro che vogliono approfittare di questa importante occasione per regolarizzare i lavoratori stranieri” dichiara Dario Fazzese, segretario generale della Flai Cgil di Palermo. Sivana Cangemi Coordinatrice CAS Maathai accoglienza : – “Oggi la cooperativa Liberitutti è presente nel Comune di Partinico con il CAS Amedeo accoglienza e Maathai accoglienza ed eroga servizi a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale . Gli obiettivi principali delle attività sono garantire misure di assistenza e di protezione della persona e favorirne il percorso verso la ricerca della propria autonomia abitativa, relazionale e lavorativa .Tutti i servizi offerti ai migranti sono uniti da un unico filo conduttore:la centralità della persona, dei suoi bisogni e dei suoi diritti”. L’iniziativa è solo una delle molteplici tappe della campagna “sicilia senza catene” lanciata dalla Cgil sicilia per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori nella nostra regione che ha visto già altre iniziative, in piazza con i migranti, promosse dalla Cgil di Palermo, dalla Flai e dalla Filcams in particolare nel quartiere Ballarò di Palermo. “Crediamo molto nella possibilità che questa campagna ci offre, cioè quella di costruire una rete con le associazioni di volontariato che operano da anni sul tema, per fare emergere dall’invisibilità la storia di tanti lavoratori. Anche per contrastare la logica della guerra tra poveri che contrappone lavoratori italiani e stranieri continuando ad alimentare una politica al ribasso sui salari che penalizza entrambi e fomenta la concorrenza sleale fra le aziende.”
Concludono gli organizzatori.