ACHILLE LAURO 1990

in rotazione su PRIMARADIO

Una festa finita male. 1990, il nuovo singolo di Achille Lauro, è malinconico e struggente. Rilancia il ritornello-tormentone di Be My Lover dei La Bouche, un pezzo euro-disco anni ’90, ma invece di infuocare il dancefloor è subito giostra di paese in un giorno di pioggia, solitudine sotto le luci strobo.

Dell’album 1969, qui non c’è l’esuberanza fuori controllo di Rolls Royce o Delinquente, ma l’intimismo inconsapevolmente dada di C’est la vie e Zucchero .

Achille Lauro – 1990, primo capitolo della nuova era annunciata da Achille Lauro, poteva essere davvero il suo momento jump the shark e invece, grazie al lavoro di squadra con Boss Doms e Gow Tribe, è l’ennesima prova di una sorprendente, genuina unicità: come ha fatto suoi Vasco, Renato Zero, Marilyn Manson, Plastic Bertrand, i Pulp e gli Smashing Pumpkins o qualsiasi altra cosa vi sia venuta in mente vedendo e ascoltando l’Achille Lauro del 2019, è riuscito a rendere sua anche una hit-lavaggio del cervello come Be My Lover.

E il pezzo, ascolto dopo ascolto, cresce, più progressive che eurodance, per un effetto finale che è, per chi ha vissuto nel bene e nel male gli anni ’90 e anche per quelli che non possono saperlo perché non erano ancora nati, il paesaggio che scorre fuori dal finestrino nel video di Children di Robert Miles, un susseguirsi di ricordi in bianco e nero.

Fonte : www.rollingstone.it