Quanto andato in scena il 22 Agosto a Partinico difficilmente puo’ trovare giustificazioni. Tuttavia, almeno in queste ore, poca sembra essere la risonanza a livello interlocale degli avvenimenti. Se, infatti, sin da subito le notizie degli attacchi ai migranti delle scorse settimane hanno trovato spazio nei telegiornali e sulla stampa nazionale, l’aggressione subita dal minore di 9 anni per mano di un gruppo di ospiti di un centro di accoglienza sembra fluttuare in una dimensione sommessa.

In questo frangente arrivano le dichiarazioni dell’ex candidato a Sindaco, oggi consigliere di minoranza, Pietro Rao che senza mezze misure si scaglia contro un ben definito perbenismo cittadino: «Mi chiedo – afferma Rao – di che colore saranno le magliette in questo frangente e con ancor più curiosità mi chiedo se qualcuno presterà la faccia ai microfoni della Rai per farsi portavoce di quanto accaduto, Partinico andrà sui network nazionali per un evento che stavolta vede vittime i partinicesi?».

Affermazioni, quelle di Rao, che non lasciano spazio a fraintendimenti circa la sua posizione e che rompono un silenzio a metà tra l’ambiguo e l’imbarazzo di molti esponenti della politica cittadina, alcuni dei quali erano intervenuti con tempestività e con messaggi di condanna chiari dopo l’aggressione subita dal giovane senegalese di 19 anni lo scorso luglio: «Mi chiedo – conclude il consigliere Rao – se il responsabile della comunità andrà dai carabinieri per denunciare i propri ospiti. Ciò che più fa riflettere è il perbenismo di molti e la tacita compiacenza di una certa categoria di pseudo giornalisti che accende e spegne gli animi della gente in base alle proprie convinzioni politiche. Serve condannare senza mezze misure l’aggressione andata in scena ieri sera.».

Congiunta a quella del padre, arriva anche l’impressione del consigliere Giorgio Rao: «I fatti di ieri sono di una gravità inaudita, in tantissimi hanno visto le immagini dei circuiti di videosorveglianza condivide sui social – afferma Rao – sono scene da guerriglia urbana. Un’esasperazione pericolosa a cui bisogna porre fine quanto prima.».

Fonte:filo diretto Monreale.it