Da venerdì scorso e fino a domani (martedì) quasi tutti i bar che si trovano in piazza Duomo resteranno chiusi. Hanno violato l’ordinanza, firmata dal sindaco Giosuè Maniaci, che impone il limite di 50 metri quadrati per le concessioni di suolo pubblico. I titolari delle attività ammettono le loro responsabilità ma attaccano le modalità con cui il provvedimento, emesso dallo sportello unico per le attività produttive, è stato applicato: “Le regole vanno rispettate e ammettiamo che qualcuno di noi non l’abbia fatto ma chiudere dieci bar per 5 giorni consecutivi da un giorno all’altro a partire dal fine settimana – afferma Giuseppe Palazzolo, titolare dell’Enjoy e portavoce dei commercianti della piazza – è una misura eccessiva. Questo è accanimento”. Gli esercenti hanno chiesto al sindaco di applicare la chiusura a partire da lunedì così da non dover buttare il cibo acquistato per il fine settimana e non dover disdire le prenotazioni. “Si è rifiutato di venirci incontro dicendo che non si poteva fare. Ci ha proposto però di chiudere a gruppi di tre nei fine settimana ma non siamo riusciti a metterci d’accordo. Come mai questo si può fare?”, si domandano.

“La chiusura temporanea di alcune attività della piazza – spiega il sindaco Giosuè Maniaci – nasce a causa del mancato (e reiterato) rispetto da parte di queste attività alle ordinanze in vigore sul suolo pubblico. Più e più volte i proprietari delle attività sono stati invitati a rispettare le ordinanze, sono stati chiamati, ascoltati e invitati al buon senso, sono stati sanzionati, ma questa situazione non è cambiata. Ho il massimo rispetto per tutti gli esercenti della piazza, per il loro lavoro, ma allo stesso tempo ho il massimo rispetto per l’esigenza sempre maggiore da parte dei cittadini di preservare la bellezza di un luogo simbolo del nostro paese. La piazza è di tutti … e tutti, esercenti e cittadini, dobbiamo imparare a convivere in questo luogo nel rispetto delle regole e della legalità. Ci sono altre attività commerciali che si lamentano continuamente di vedersi chiuso lo spazio d’aria davanti alla loro attività. Tutti hanno 50 metri a disposizione ma alcuni ne occupavano 70-80 metri”.

Da tempo, inoltre, un gruppo di cittadini residenti in centro ha dato vita ad un comitato e protestato più volte contro la “movida” della piazza. “Dopo le proteste – continua Palazzolo – noi ci siamo ridimensionati. Abbiamo abbassato il volume della musica, rispettando i decibel imposti dall’ordinanza e abbiamo ridotto anche i dehors da 80 a 50 metri quadrati. Qualcuno ancora trasgredisce ma sono stati commessi degli errori anche dall’altro lato. Nel caso della mia attività, l’Enjoy, a mio avviso il conteggio dei metri quadrati di suolo pubblico occupato è sbagliato: hanno calcolato anche il marciapiede, grande circa 10 metri; da qui lo sforamento”. Palazzolo si è attivato per presentare ricorso al giudice di pace entro i termini ma nel frattempo è arrivata la chiusura.

“La legge – commenta la consigliera del M5S Eva Deak, presidente della Commissione che si occupa di attività produttiva – ed i regolamenti vanno rispettati. Mercoledì 24 gennaio si riunirà per la terza volta la II Commissione Consiliare per discutere l’argomento della concessione del suolo pubblico e del decoro della piazza Duomo. Ho invitato con l’occasione tutti gli esercenti ed i comitati cittadini della piazza, proprio per condividere il lavoro svolto e cercare insieme di trovare una soluzione quanto più possibile condivisa, nel rispetto della legge, del regolamento, delle indicazioni della Sovrintendenza e del buon senso”.

Ma gli esercenti sono preoccupati: “Si vocifera che per il 2018 la Commissione voglia restringere ancora di più la metratura del suolo pubblico, riducendo la concessione a 30 metri. Per noi sarebbe una morte annunciata. La piazza è tutto quel che resta di Terrasini, se muoiono le attività della piazza muore anche Terrasini”. “E’ una proposta della Commissione – replica il sindaco – ma ancora non c’è niente di deciso”. E a proposito di suolo pubblico il portavoce dei titolari dei bar ci tengono a precisare di averlo sempre pagato. “Nel 2016 – dichiara Palazzolo – qualcuno ha ritardato il pagamento di qualche rata ma ha poi saldato a fine anno perchè solo così facendo poteva ottenere il rinnovo per il 2017. Dal 2017, inoltre, il Comune ci ha imposto il Rid bancario per il pagamento quindi è impossibile non pagare”. In standby invece il rinnovo della concessione per il 2018: “Abbiamo presentato richiesta ma non abbiamo ancora avuto l’autorizzazione”.

Terrasini: “Violata ordinanza sul suolo pubblico” 2018-01-21T08:54:30+00:00 Alessandro