L’incubo dell’acqua a giorni alterni potrebbe essere presto una realtà. Lo impone l’emergenza idrica che sta colpendo tutta la Sicilia e non solo la città di Palermo. La Regione, con una relazione del dipartimento Acque e rifiuti, ha messo nero su bianco che servirebbe una riduzione dei consumi almeno del 30%. L’acqua rimasta nelle dighe è poca e, secondo i tecnici del dipartimento, la turnazione è l’unico modo per scongiurarne l’esaurimento in breve tempo.

L’Amap – l’azienda acquedotto partecipata dal Comune – tuttavia sta provando a rimandare la turnazione, insistendo sulla dichiarazione dello stato di calamità naturale. “Nessuna turnazione idrica fino a quando l’iter non sarà del tutto completato. Lo chiediamo da un anno e il governo regionale si è sempre rifiutato di darvi seguito” ha dichiarato la presidente dell’Amap Maria Prestigiacomo. E’ però ormai una corsa contro il tempo: fra due mesi infatti gli invasi che garantiscono l’acqua a Palermo e nei Comuni della provincia saranno a secco. Nelle dighe Rosamarina, Poma, Scanzano e Piana degli Albanesi sono rimasti appena 21 milioni di metri cubi d’acqua. Critica la situazione del bacino di Piana: 1,67 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di una capienza di oltre 32 milioni.

Per contrastare l’emergenza idrica, l’Amap ha deciso di affittare sei pozzi privati che porteranno nei rubinetti dei palermitani circa 200 litri d’acqua al secondo in più. Inoltre verrà creato un collegamento con la sorgente Presidiana di Cefalù, per avere altri 130 litri al secondo. Se tutto ciò non dovesse bastare verrebbe pianificata una turnazione per zone.

L’incubo torna d’attualità, la Regione: “Poca acqua, serve turnazione” 2018-01-16T15:27:00+00:00 Alessandro