Ventidue anni fa come oggi, a San Giuseppe Jato e in tutta Italia, l’11 gennaio è “un giorno che non lascia spazio all’oblio”. In quella data, nel 1996, il piccolo Giuseppe Di Matteo fu ucciso dalla mafia e sciolto nell’acido per far tacere suo padre, Santino Di Matteo, collaboratore di giustizia ed ex-mafioso. Aveva soltanto 14 anni. Domani la sua tragica morte, avvenuta dopo 779 giorni di prigionia per soffocamento, sarà ricordata con tanti eventi nella sede locale di Libera.

“Un pezzo per volta si costruisce la memoria” è il titolo della giornata, organizzata in suo onore, in collaborazione con il Comune. Si comincia alle 10 nel Giardino Della Memoria, in contrada Giambascio, con i saluti di rito dell’amministrazione comunale, dei rappresentanti delle istituzioni e del presidio di Libera della Valle dello Jato e del coordinamento provinciale di Libera. “Anche quest’anno – scrivono i promotori dell’iniziativa – abbiamo deciso di ricordarlo nel luogo in cui lo hanno ucciso barbaramente negandogli ogni diritto e ogni dignità”.

A seguire, gli studenti dell’I.C. Riccobono racconteranno Giuseppe Di Matteo. Ci sarà anche l’attore Martino Lo Cascio. Dopo la visita del bene e la deposizione di una corona di fiori verrà presentato un laboratorio espressivo. Alle 13 ci si sposterà nella piazza Falcone e Borsellino di San Giuseppe Jato per affiggere delle mattonelle decorative davanti alla targa per il piccolo. La giornata si concluderà alle 21 nel locale Centro diurno con la proiezione del film “Sicilian Ghost Story” di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.

“Sono passati 22 anni, dal vile gesto per mano mafiosa, e tanto è cambiato. Oggi si respira un profumo di libertà – afferma il sindaco di San Giuseppe Jato, Rosario Agostaro – , ma ancora tanto c’è da fare. La mafia un giorno svanirà, bisogna crederci. Alla fine la legalità sostituirà la cultura del male”.