Si è svolta questa mattina in via Libertà la commemorazione di Piersanti Mattarella, nel 38mo anniversario della sua uccisione. Davanti alla lapide che ricorda il sacrificio del presidente della Regione Siciliana, sono state apposte delle corone di fiori. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, i figli Maria e Bernardo Mattarella, il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente della Regione Nello Musumeci, il sindaco Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro, l’assessore all’economia Gaetano Armao, i deputati regionali Giuseppe Lupo e Riccardo Savona oltre alle più alte cariche militari.

E’ di ieri la notizia che la Procura di Palermo ha deciso di riaprire le indaginiì. L’allora presidente della Regione il 6 gennaio 1980 era in auto e stava andando a messa quando un killer lo ha raggiunto, davanti al civico 147 di via Libertà, e lo ha freddato con otto colpi di pistola. Il killer poi fuggì, salendo su una Fiat 127 dove l’aspettava un complice, anche lui rimasto senza nome. Un’esecuzione avvenuta sotto gli occhi della moglie, Irma Chiazzese, e dei figli Bernardo e Maria. Il primo a soccorrerlo fu proprio il fratello minore, Sergio.

“A distanza di tantissimi anni – ha detto il sindaco Orlando – la figura di Piersanti Mattarella appare sempre più come quella di un profeta della possibilità di fare politica in Sicilia a servizio della comunità e contro l’illegalità. Piersanti ha dimostrato di essere uno straordinario uomo ed uno straordinario politico con una visione delle istituzioni e del loro ruolo nella società molto più moderna ed innovativa rispetto a quella dei tempi in cui ha vissuto, in cui era “normale” che lo Stato avesse il volto della mafia e la mafia il volto dello Stato. Non stupisce che a quella politica rivoluzionaria sul piano etico e sul piano materiale abbiano risposto in modo violento e coordinato la mafia e l’eversione neofascista. Un motivo in più per proseguire nel suo impegno e per chiedere che sulla sua morte sia fatta luce e giustizia”.

E sulla notizia della riapertura delle indagini (torna la pista dei Nuclei armati rivoluzionari, per via di una targa di un’auto del commando omicida trovata in un covo dei Nar) nelle scorse ore Orlando aveva detto: “E’ un atto dovuto di fronte all’ipotesi di nuovi sviluppi investigativi e sono un atto dovuto alla famiglia e a tutti i siciliani perché finalmente siano individuati tutti i mandanti e tutti gli esecutori di quel barbaro omicidio. Ma, al di là degli sviluppo giudiziari della vicenda – ha aggiunto Orlando – resta il dato incontrovertibile di un periodo buio della nostra storia, non solo siciliana, in cui il perverso intreccio fra interessi mafiosi ed eversivi colpì nella nostra isola persone come Piersanti Mattarella e Michele Reina e fu protagonista di attentati terroristici come quelli al treno 904 ed alla stazione di Bologna, che uccisero decine di cittadini innocenti. Piersanti Mattarella fu, in quegli anni, profeta di una possibile buona politica a servizio della comunità e per questo fu vittima degli indicibili legami fra la mafia ed un pezzo della politica regionale e nazionale”.

La pista neofascista, gli 8 colpi di pistola, la memoria eterna: Palermo ricorda Mattarella 2018-01-05T11:13:47+00:00 Alessandro