Verrà ricordato per l’ennesima incoronazione di Orlando. O forse per la morte di Totò Riina, o – chissà – per la retrocessione del Palermo. O ancora per la terribile catena di incidenti, oppure per gli omicidi. Il 2017 palermitano è stato un anno di sangue, manette, gioie e scandali. Ecco una selezione di alcuni tra i fatti palermitani che più hanno catalizzato l’attenzione dei media durante questo 2017.

TIGRE A SPASSO PER MONREALE – E’ una mattina di fine gennaio: qualcuno nota un grosso felino con il pelo bianco e le strisce nere mentre si aggira per le strade di Monreale. E’ una tigre bianca, è fuggita dal Circo Svezia che da qualche giorno ha montato le tende nel Palermitano. Scatta l’allarme, monta le paura. Dopo ore con l’intervento di carabinieri, del corpo forestale e la supervisione dei veterinari dell’Asp, l’animale viene catturato.

COCAINA A GOGO’ PER LA PALERMO BENE – Trentacinquemila le chiamate intercettate dalla polizia, 700 clienti – tutti della Palermo bene -, pusher in azione tutto il giorno con turni di lavoro “impossibili”. Un volume d’affari con numeri vertiginosi. All’alba di San Valentino gli agenti della sezione ”Antidroga” della Squadra mobile palermitana sgominano due bande dedite allo spaccio. Cinque pusher finiscono in manette, sono i componenti della “banda della cocaina”.

CASO DISABILI, PIF URLA A CROCETTA – Martedì 21 febbraio, è una mattina fredda che a un certo punto si trasforma in caldissima, davanti alla Regione dove sono in corso le proteste dei disabili in piazza Indipendenza. Arriva Pif, telefona a Crocetta: “Siamo nervosi, Presidente. C’è un’emergenza anche qua. Ci sono 3.600 disabili senza assistenza. Se lei non è capace di trovare i soldi si dimetta. Non me ne frega una min… dove trovi i soldi, la domanda è quando”. La telefonata diventa virale.

VIA CAPPUCCINI, SENZATETTO ARSO VIVO – Orrore in via Cappuccini, lo cosparge di benzina e gli dà fuoco. E’ morto un così un clochard di 45 anni: bruciato vivo. Poi la confessione: “L’ho ucciso per gelosia”. E’ la notte tra il 10 e l’11 marzo. A compiere il delitto è stato un uomo che lavora in una stazione di servizio del quartiere. Pensava che la vittima insidiasse la sua compagna. Un video lo inchioda.

A VERONA IL FUNERALE ROSANERO – Domenica 7 maggio: il Palermo retrocede in B. L’ufficialità arriva in un grigio pomeriggio veronese, al termine di una partita senza senso. Noiosa, piatta, inutile. Il Chievo, senza strafare, ha dato l’ultima spallata ai rosanero, quella utile per spalancare le porte dell’inferno. Al Bentegodi va in scena il funerale rosa. Per la cronaca: finisce 1-1 ma non se ne accorge nessuno. Il Palermo è di nuovo in B e lo fa dopo un’annata fallimentare con panchine saltate, acquisti flop e incertezze societarie.

LA MAFIA UCCIDE IN STRADA – Omicidio di mafia in via D’Ossuna, Giuseppe Dainotti – boss di 67 anni – viene ucciso in strada a colpi di pistola. Due killer, forse in sella a uno scooter, lo hanno atteso per poipuntare la pistola verso la testa e aprire il fuoco. La vittima, 67 anni, stava pedalando in bici alla Zisa.Dainotti è un nomemolto noto alle cronache giudiziarie perché faceva parte del lungo elenco di mafiosi scarcerati.

25 ANNI DOPO PALERMO S’AGGRAPPA ALL’ALBERO FALCONE – Quella Croma bianca che sfreccia a Capaci in diretta fa venire i brividi a un’Italia che – 25 anni dopo – piange ancora per Falcone. Ventitré maggio 1992-23 maggio 2017: l’orazione civile su Rai 1 conquista la prima serata, tiene incollati alla tv 4.207.000 gli spettatori. Un racconto ricco di testimonianze, quello condotto da Fabio Fazio, dai luoghi in cui i giudici Falcone e Borsellino sono stati uccisi, insieme a Francesca Morvillo e agli uomini delle loro scorte. E nel pomeriggio 30mila persone si erano radunate in via Notarbartolo e si danno appuntamento sotto l’albero Falcone. No, Palermo non dimentica.

ORLANDO SINDACO ETERNO – Lunedì 12 giugno: il Professore assapora la vittoria all’alba, quando lo spoglio accelera. Orlando supera di 15 punti Fabrizio Ferrandelli (31,19%) e stacca Ugo Forello (M5S) che si ferma al 16,27%. Si guadagna così il quinto mandato, per lui saranno 25 anni a capo della città. Affluenza ai minimi storici: un palermitano su due non ha votato.

TRAGEDIA IN AUTOSTRADA, FAMIGLIA CANCELLATA – Notte tra il 13 e 14 agosto: gravissimo incidente sulla Trapani-Palermo. Un impatto terrificante tra due auto nella carreggiata in direzione del capoluogo siciliano, dopo lo svincolo per Fulgatore: muoiono padre, madre e figlia di 18 anni. In gravi condizioni un altro figlio, che morirà quattro mesi dopo, il 9 dicembre all’Ismett di Palermo. L’unico sopravvissuto è il fratello Luca. La famiglia abitava a Villagrazia di Carini.

OMICIDIO AL CAPO, SI SPARA TRA LE BANCARELLE DEL MERCATO – Il Capo come il Far West. Ancora un omicidio in centro, in pieno giorno. E’ un sabato mattina, ore 8 del 26 agosto. Un uomo di 30 anni viene crivellato da colpi di arma da fuoco, all’ingresso dello storico mercato, davanti a decine di persone. La vittima è Andrea Cusimano, fruttivendolo, con numerosi precedenti penali. L’omicidio si è consumato nei pressi di via Porta Carini. Il killer, Calogero Lo Presti, 23 anni, è stato arrestato subito dopo. Si tratta del cugino di Tommaso Lo Presti, volto di spicco del clan di Porta Nuova. Tutto sarebbe nato dopo una scaramuccia. Qualche parola di troppo, uno schiaffo, la vendetta. Ma si pensa anche a una guerra tra famiglie per gestire traffici illeciti.

ADDIO A GIGI BURRUANO – Domenica 10 settembre, la notizia arriva in serata. Palermo perde uno dei suoi simboli, se ne va Gigi Burruano, a 69 anni. Le prime voci iniziano a rimbalzare dopo le 22 sui social e in un amen fanno il giro del web. Il mondo dello spettacolo è a lutto: tanti amici e colleghi hanno immediatamente fatto scattare il pellegrinaggio verso l’abitazione di Burruano per l’ultimo saluto.

OMICIDIO ALL’ARENELLA, KILLER IN GONNELLA – Sabato pomeriggio, 8 ottobre, si torna a sparare e a uccidere a Palermo. Due persone sono state raggiunte da colpi d’arma da fuoco all’Arenella, precisamente in piazzetta Caruso. Siamo a due passi dal porticciolo della borgata. Le vittime dell’agguato sono due fratelli: Leonardo e Giuseppe Bua. Il primo, 36 anni, è deceduto mentre Giuseppe (40 anni) è rimasto ferito. Poco dopo viene fermata una ragazza, Alessandra Ballarò. Assassina a vent’anni per difendere il padre: “E’ malato, lo hanno schiaffeggiato”.

E’ MORTO TOTO’ RIINA – Venerdì 17 novembre. Ore 3.37. E’ morto il boss mafioso Totò Riina. Era ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma, in coma da diversi giorni dopo due interventi chirurgici. Proprio il giorno prima aveva compiuto 87 anni. Era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa Nostra. Il capomafia stava scontando 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi.

UNA DONNA AI VERTICI DI COSA NOSTRA – Blitz antimafia nel mandamento di San Lorenzo, colpita la “famiglia” di Resuttana. E’ l’alba del 5 dicembre quando 200 entrano in azione per eseguire l’arresto di 25 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale e ricettazione. Tra loro c’è anche Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss Salvino Madonia. E’ lei a capeggiare il clan nel complicato dopo Riina.

Il 2017 palermitano tutto d’un fiato: fatti e misfatti dell’anno che se ne va 2017-12-30T08:10:00+00:00 Alessandro