Via libera dell’Assemblea regionale siciliana al disegno di legge sull’esercizio provvisorio per tre mesi, fino al 31 marzo prossimo. Sono stati 31 i voti a favore su 60 deputati presenti. L’opposizione si è astenuta. Con un emendamento, approvata anche alla norma che prevede la semplificazione della procedura per l’erogazione dei fondi ai disabili.

Non sono mancati però i momenti di tensione in Aula. Oggetto del contendere, il calcolo dei voti e il rispetto del numero legale. Per il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè la votazione è valida perchè il numero legale sarebbe da calcolare in base alla presenza dei deputati in aula rilevata dai tesserini inseriti negli scranni e non dal voto effettivo. In base a questa interpretazione il presidente non ha tenuto conto che i voti erano 31, ma ha considerato i 60 tesserini inseriti dall’inizio della seduta.

“Non votare l’esercizio provvisorio avrebbe provocato un grave danno economico alla Sicilia e ai siciliani che si sostiene di volere difendere. Ai fini della determinazione del numero legale ho studiato – ha spiegato Micicchè – e mi sono rifatto alla prassi parlamentare utilizzata durante la XVIII legislatura dal presidente della Camera Luciano Violante che, per il calcolo del numero legale, considerava presenti anche coloro che non avevano attivato il dispositivo elettronico. Un’interpretazione che ha capovolto la linea di ragionamento utilizzata fino a quel momento”.

“L’Ars delle banane. Miccichè – attacca la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Valentina Zafarana – ha calpestato il regolamento, così si comprime la democrazia. Mai visto nulla di simile. Un voto farsa senza il numero legale. Chiederemo la convocazione della commissione regolamento per esaminare il caso che, a quello che ci risulta, non ha precedenti nella storia dell’assemblea. La prima legge di questa legislatura è andata in porto col trucco. Peggio di così l’era Musumeci non poteva cominciare”. “Non si è mai visto – aggiunge Giancarlo Cancelleri – che la presenza in Aula venga determinata dal numero dei tesserini, è sempre stata calcolata dal numero dei voti. Tanto è vero che quando si effettua la verifica del numero legale si chiede di votare con uno dei tre tasti: il rosso, il verde o il bianco. Dopo il voto, Musumeci se ne è andato con la testa bassa e la coda fra le gambe per quello che aveva combinato Miccichè. Quello che è successo è inaccettabile e, oltretutto, ha coperto il vero dato politico: non c’è un maggioranza”.

Sulla stessa linea il Pd. “Risultavano presenti secondo il verbale – dice il capogruppo Giuseppe Lupo – solo 31 deputati e il presidente dell’Ars ha dichiarato che c’era il numero legale. Noi abbiamo denunciato la violazione del regolamento dell’Ars e chiesto la convocazione della Commissione, non ci risultano dei precedenti dal 1948 a oggi.

Una seduta, insomma, movimentata dall’inizio alla fine. Ad apertura dei lavori, infatti, Cateno De Luca si era reso protagonista di una singolare esibizione con la zampogna: ”Voglio fare gli auguri ai siciliani – ha detto – nel luogo simbolico della sicilianità perchè io sono un vero e proprio siciliano che ama la propria terra e la ‘ciaramedda’ è uno degli strumenti più antichi. Sono un sostenitore della valorizzazione degli antichi mestieri”.

Seduta-show all’Ars, De Luca suona la zampogna: “Sono un vero siciliano” | VIDEO

L’Ars approva l’esercizio provvisorio ma è polemica, M5S: “Votazione irregolare” 2017-12-28T17:18:38+00:00 Alessandro