E’ spaccatura nel Pd dopo il caso dei franchi tiratori che hanno contribuito all’elezione alla presidenza dell’Ars di Gianfranco Micciché. Il partito non ha ancora individuato il capogruppo a Sala d’Ercole e alcuni deputati hanno deciso di “congelare” la propria adesione al gruppo parlamentare. Quattro deputati del Pd (rimasti nell’anonimato), durante la terza votazione, non avrebbero rispettato il patto che prevedeva il sostegno di un candidato di “bandiera”: Nello Dipasquale. Almeno due i voti dem a favore di Gianfranco Miccichè, poi eletto. Alcuni parlamentari – tra i quali ci sarebbe l’ex capogruppo Antonello Cracolici, che a caldo ha definito i franchi tiratori “utili idioti” – hanno deciso di “congelare” l’adesione al gruppo in attesa di un chiarimento politico.

Chiarimento che ancora non c’è stato. Nel frattempo impazza la polemica. “Nel mio partito – dice Nello Dipasquale – gridano al tradimento, mentre nessuno parla del M5S costretto a votare, alla prima chiamata, nome per nome i propri deputati per contarsi e controllarsi o dei due franchi tiratori del centrodestra che hanno rallentato l’elezione del presidente dell’Ars facendo slittare di qualche giorno la composizione dell’intero quadro istituzionale; un fatto gravissimo, perché è a rischio ora l’approvazione dell’esercizio provvisorio”. A stretto giro di posta interviene il responsabile dell’organizzazione del Pd siciliano, Antonio Rubino, uomo vicino a Cracolici: “Consiglierei a Dipasquale di evitare di fomentare ulteriormente il clima di tensione che c’è dentro al Pd per quanto successo sabato scorso per l’elezione del presidente dell’Ars. Gli ricordo che il tema non è ‘chi è puro e chi non lo è’, ma chi vuole il bene del Pd e chi non lo vuole”. Quindi Rubino prosegue: “Nessuno di noi ha mai detto che il Pd fa schifo”, con riferimento alle parole che Dipasquale, qualche anno fa, pronunciò durante un comizio quando militava tra le file del centrodestra.

“Proviamo vergogna per il comportamento di alcuni dei nostri parlamentari rispetto al voto per l’assegnazione della presidenza dell’Ars” scrivono in una nota 21 dirigenti siciliani dei Giovani democratici, che provvedimenti per il sostegno dato a Miccichè. “Chiediamo al Pd siciliano – concludono i giovani democratici – di rispondere in maniera chiara a questi interrogativi, prendendo le distanze da un tale gesto, prendendo misure nei loro confronti. Una parte della classe dirigente del nostro partito non ha il minimo rispetto per se stessa, confermando quel senso comune che vede il confronto politico tra centrodestra e M5S. Vogliamo sapere chi ha fatto uso delle istituzioni e del Pd per questioni personali. Non siamo un taxi di ceto politico”. In giornata l’Ars definirà il completamento dell’Ufficio di Presidenza. Saranno votati i due vicepresidenti, i tre questori e i segretari.

Ars, caos nel Pd dopo il sostegno a Miccichè: deputati “congelano” adesione al gruppo  2017-12-17T15:21:37+00:00 Alessandro