Zamparini versione Sgarbi durante la trasmissione “Piazzapulita” andata in onda ieri sera su La 7. Niente colpi di “capra” ma tanta, tanta tensione. L’imprenditore friulano è stato richiamato più volte dal conduttore della trasmissione Corrado Formigli. Il “nemico“ numero uno di Zamparini per gran parte della serata è stato Stefano Feltri, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, anche se il patron non si è affatto risparmiato con nessuno, neanche con il vicedirettore di Radio 24, Sebastiano Barisoni. Dall’acquisto del Venezia Calcio all’istanza di fallimento avanzata dalla procura, fino a e arrivare alle accuse di riciclagggio, falso in bilancio e appropriazione indebita. Zamparini ha provato per tutta la trasmissione a smentire queste voci, divorandosi chiunque provasse semplicemente a dire il contrario.

“Nel calcio – ha detto in tv – le inchieste ci sono sempre state. Non sono il primo così come non sarò l’ultimo. Nella mia vita non ho mai riciclato un cazzo. Non so neanche cosa voglia dire, anche perché i miei soldi sono tutti tracciabili e ufficiali. Non ho mai nascosto niente a nessuno. Lascerei il Palermo anche domani mattina se solo ci fosse qualcuno pronto a comprarlo. Se dovessi dare la società a un imprenditore poco serio, che fine farebbe il Palermo? Chi pagherebbe tutto ciò che serve per fare andare avanti una società di calcio? È troppo facile dire “lascia” quando non c’è nessuno alla finestra”.

Messo alle corde, l’imprenditore friulano ha sfoderato quella famosa “ira funesta” che lo ha contraddistinto nel corso della sua presidenza al Palermo. “Il Palermo non fallirà, andrà avanti lo stesso. E’ 15 anni che faccio il presidente di calcio e per fortuna ho un certo tipo di esperienza e so come vanno avanti le cose”. Zamparini è un fiume in piena: “Fin quando ci sarò io potete stare sicuri che pagherò ogni presunto debito. Sono una persona seria con alle spalle delle attività altrettanto serie e alla mia età non è affatto giusto ricevere tutto questo”.

Dalle questioni sul Palermo a quelle con la Banca popolare di Vicenza. Tutta colpa di una “baciata finanziaria”. Quello che viene incriminato a Zamparini, infatti, è di aver comprato delle quote della Banca per poi in seguito chiedere un prestito per una cifra che si aggira intorno ai 59 milioni di euro per la costruzione di diversi terreni. Anche qui, Zamparini, non ha voluto sentire alcuna ragione. “Non ho alcun soldo da ridare indietro. Quello che ho chiesto era un credito garantito. Il terreno è edificabile, la burocazia mi fa pagare 300mila euro all’anno di IMU ma non mi permettono di fare i lavori. L’Italia è veramente disastrata. La Banca di Vicenza ha la garanzia del terreno, non è fallita per colpa mia ma per porcherie fatte da lei. L’Agenzia dell’Entrate mi ha fatto delle vere e proprie porcherie. Nel progetto di Grado c’era un piano di rientro di circa 2-3 anni e poi avremmo restituito i soldi. Se non mi danno i permessi quel terreno non vale più nulla e non posso venderlo. I miei progetti andranno avanti comunque e quando e se riceverò i permessi vedrete quanti posti di lavoro riuscirò a creare. C’è chi mi critica – dice Zamparini riferendosi al vicedirettore di Radio24, Sebastiano Barisoni – ma io a differenza vostra ho creato posti di lavoro facendo lavorare tantissima gente. Quello che mi chiedo è che sarà in grado di restituirmi i soldi delle azioni acquistate dalla Banca popolare di Vicenza. Tutti pensano che la Banca sia fallita per i crediti fatti a gente come me. Ma tutto questo è una vergonga. Vi dovreste – conclude – soltanto vergognare”.

Zamparini, una furia in tv: “Nella mia vita non ho mai riciclato un c…” 2017-12-14T09:35:34+00:00 Alessandro